Seo Audit: cos'è, come farla e quali tool usare

Aggiornato: 2022-08-26
Seo Audit: cos'è, come farla e quali tool usare
La SEO Audit è un procedimento che migliora la salute del sito, al duplice scopo di migliorare l'esperienza utente (navigabilità, velocità, mancanza di spiacevoli errori) e il posizionamento SEO, visto che Google e gli altri motori di ricerca tengono sempre di più alla qualità dell'architettura dei siti e alla loro funzionalità. Il professionista che se ne occupa è chiamato SEO Auditor.
Inizia a guadagnare soldi oggi.
Registrati gratuitamente

Indice dei contenuti

Che cos'è la SEO AUDIT?

L'importanza dei controlli di SEO Audit

Di quali strumenti hai bisogno per eseguire una SEO Audit?

Vale la pena di fare SEO audit?

Come fare una SEO Audit?

Nozioni di base sulla SEO Audit - checklist

Gli step di una buona SEO Audit: o guida passo passo attraverso il processo

  1. Definizione degli obiettivi concreti con riferimenti temporali
  2. Studio dei siti concorrenti: 3 validi motivi per farlo
  3. Analisi avanzata delle keyword
  4. SEO tecnica e rilevamento errori: il cuore della SEO Audit
  5. SEO on page e ottimizzazione degli articoli
  6. User Experience e comportamento sulle pagine
  7. Analisi sul content marketing
  8. SEO Off Page: citazioni e link in entrata

Come risolvere i problemi post-audit?

 

Se un tempo vi era un unico professionista, il "SEO", che si occupava di tutti gli aspetti relativi all'ottimizzazione per i motori di ricerca, oggi la SEO è un campo estremamente vasto, e che richiede competenze molto diverse e molto specifiche.

C'è quindi il professionista che si occupa di ottimizzazione on-page (il SEO copywriter), il professionista che si occupa di ottimizzazione off-site (il digital PR) e infine c'è il professionista che si occupa di SEO on-site, chiamata anche Seo Tecnica, che comprende anche la SEO Audit.

Che cos'è la SEO AUDIT?

Sotto il nome di SEO Audit rientrano tutte le pratiche che riguardano la salute del sito web, che, oltre a compromettere la fruibilità del sito, compromettono anche la sua presenza sui motori di ricerca. Per eseguire questi controlli, possono essere utilizzati molti preziosi tool, che indicano le aree che meritano attenzione.

L'audit è una valutazione oggettiva, svolta da una figura professionale che possiamo chiamare Auditor. In particolare, il (o la) SEO audit misura le prestazioni, le carenze, i bug che ostacolano il posizionamento su Google e sugli altri motori di ricerca. Essere un Auditor (valutatore) non è una mansione che si improvvisa, e richiede una profonda preparazione.

La SEO Audit è quindi un processo che ha come scopo la valutazione della solidità di un sito, dal punto di vista dell'ottimizzazione rispetto ai motori, tramite dei check up che rivelano i punti dolenti in modo da permettere gli interventi di ripristino e correzione.

L'importanza dei controlli di SEO Audit

Molti webmaster, soprattutto non professionisti, sottovalutano l'importanza della SEO on-site e in particolare del SEO audit. Pensano che sia molto più importante la produzione di contenuti di qualità, o le relazioni con gli altri siti.

seo audit

Fonte: Adobe Stock

Negli anni, però, i motori di ricerca, e in primo luogo Google, stanno dando sempre più importanza all'esperienza degli utenti sul sito web, e questo non riguarda solamente le pratiche di UX (User experience) e l'UI (User interface), ma anche la quantità di errori sul sito, di reindirizzamenti, la quantità di contenuti troppo simili, che confondono il motore di ricerca, e altri fattori.

Per questo, monitorare la velocità delle pagine, ma anche il numero di clic necessari per raggiungere una pagina (ad esempio, tramite una buona gestione dei breadcrumb, le "molliche di pane" di Pollicino, che aiutano il percorso di navigazione), contribuiscono sicuramente all'esperienza utente, ma anche al posizionamento sui motori.

Migliorare il sito, dal punto di vista tecnico, ha un enorme vantaggio: rende il sito maggiormente leggibile dai crawler di Google e degli altri motori di ricerca.

A dirla tutta, sarebbe importante che un SEO auditor intervenisse in fase di progettazione, prevenendo problemi sgradevoli e difficili da correggere, con un notevole risparmio di tempo e di spazio, e la garanzia che il sito web sia conforme alle direttive espresse da Google, nelle sue linee guida.

Di quali strumenti hai bisogno per eseguire una SEO Audit?

I "valutatori SEO" più esperti eseguono la maggior parte dei controlli manualmente. Alcuni "puristi" non amano l'utilizzo dei tool, perché spesso anche i migliori strumenti danno dei feedback imprecisi. In realtà, basta usare più tool e fare un match dei loro responsi, per interpretare al meglio le "infezioni" da curare.

Uno dei migliori strumenti per il SEO audit è SeoZoom, strumento tutto italiano che ha l'ambizione di essere una suite completa per tutti gli specialisti della SEO. Tramite la funzione chiamata "spider", è possibile fare un'indagine approfondita riguardante la SEO tecnica.

Lo strumento simula l'azione di un crawler di Google, rilevando gli errori più gravi (rossi) e meno gravi (arancioni) e indicandole in un prezioso report, in modo che il SEO Specialist possa procedere con la correzione.

Utilissimi anche Screaming frog, la Google Search Console e il Bing Webmaster Tool, che non va sottovalutato, perché i consigli che fornisce possono migliorare il tuo sito rispetto a tutti i motori. Infine, c'è una versione gratuita di Ahrefs che permette di monitorare il proprio sito, ma funziona solo per siti piccoli, perché, per scansioni complesse, chiederà di passare alla versione premium. Ogni consulente SEO ha le sue preferenze: altri strumenti utili potrebbero essere Ubersuggest, Semrush, Majestic SEO, Answer The Public e tanti altri.

Vale la pena di fare SEO audit?

Molti pensano che solo i grandi portali, o gli e-commerce abbiano bisogno di fare SEO audit periodicamente: niente di più sbagliato. Il SEO Audit non riguarda solamente quella che viene chiamata SEO Tecnica (o SEO on-site): infatti, tramite i controlli tipici di questa procedura, è possibile controllare anche le operazioni di SEO off site e analizzare il livello dei contenuti (quindi anche la SEO on page). Inoltre, sarà possibile verificare se gli spider di Google e degli altri motori di ricerca stanno scansionando correttamente la sitemap.

Facciamo qualche esempio degli errori che potrebbero essere individuati durante un processo di SEO Audit:

  • immagini non ottimizzate (senza titolo alt),
  • sitemap assente,
  • lentezza nel caricamento degli articoli,
  • cattiva user experience da mobile,
  • presenza di link "rotti" (broken links).

Nonostante un processo di SEO Audit sia sempre necessario, ci sono situazioni in cui è maggiormente richiesto:

  • lancio di un nuovo progetto,
  • vendita o acquisto di un nuovo sito/dominio,
  • verifica di solidità tecnica del sito,
  • monitoraggio di un grave calo di traffico,
  • lancio di un nuovo layout,
  • verifica in itinere di un sito già da tempo sul web, per monitorarne la crescita,
  • rilascio di nuovi algoritmi Google.

Come fare una SEO Audit?

Per fare Audit SEO basta avvalersi di uno degli strumenti che il web mette a disposizione: ce ne sono di gratuiti, di freemium, e poi ci sono i classici tool a pagamento.

Si tratta di strumenti che effettuano dei test diagnostici allo scopo di monitorare la salute del sito web: un vero e proprio check up. I tool, dopo aver scansionato il sito, emettono un documento di valutazione, che elenca tutti i punti deboli del sito, meritevoli di attenzione, secondo nomenclature e indicazione che bisogna essere in grado di interpretare.

Nozioni di base sulla SEO Audit - checklist

Il processo di SEO Audit inizia proprio dai controlli sull'ottimizzazione SEO On Page. Si passa poi alla struttura vera e propria del sito, ovvero il codice e la celerità di caricamento, controllando se l'architettura del sito è funzionale, che la sitemap sia corretta, che vi siano collegamenti interni corretti ed efficaci, e che non ci siano indicazioni (nei file robots.txt) che impediscano la corretta scansione del sito.

checklist

Fonte: Adobe Stock

Inoltre, vengono individuati, al fine di eliminarli o fonderli, i contenuti duplicati (causati, ad esempio, da una non corretta configurazione del certificato SSL, che crea versioni doppie indicizzate, sia in http che in https), o quelli che, essendo molto simili, tendono a creare un "cannibalismo" nel posizionamento, e che dovrebbero essere gestiti con l'utilizzo del Rel Canonical, che aiuta i bot di google a capire quale risorsa dovrebbe avere la precedenza nell'indicizzazione (non sempre, però, i motori di ricerca rispettano queste indicazioni dei webmaster).

Il processo di SEO Audit è di grande ausilio anche ai SEO copywriter, perché fornisce indicazioni sul miglioramento dei contenuti, in modo che si possa intervenire, potenziando l'utilizzo delle parole chiave.

Infine, vi sono i controlli riguardanti la SEO Off Page: gli strumenti esplorano i backlink, capendo quali di loro forniscono autorevolezza al sito e quindi al brand. Alcuni tool, come Ahrefs e Seozoom, permettono di fare indagini non solo sui link, ma anche sulle anchor, per dare utili informazioni per individuare una corretta strategia SEO Off Page.

Ricapitolando, un lavoro di SEO Audit avanzato riguarda:

  • Architettura del sito,
  • Contenuti delle pagine,
  • User Experience e User Interface,
  • SEO Tecnica,
  • Potenziamento dei contenuti,
  • Velocità del caricamento delle pagine,
  • Scansione dei crawler,
  • Posizionamento nella SERP.

Gli step di una buona SEO Audit: o guida passo passo attraverso il processo

Una buona SEO Audit andrebbe affrontata per step

1) Definizione degli obiettivi concreti con riferimenti temporali

Un lavoro pesante e delicato come un'operazione di SEO Audit non si fa se non si ha un chiaro obiettivo strategico in mente. Non dimentichiamo che l'obiettivo finale non è il posizionamento, ma che esso porti ad azioni concrete (conversioni, che siano vere e proprie vendite, o che siano, ad esempio, il rilascio dei contatti o l'iscrizione a una newsletter). Se l'obiettivo non è ancora chiaro, va definito.

smart

Fonte: Adobe Stock

Se lo è, va analizzata la sua fattibilità. limando tutti gli elementi poco concreti. A questo punto, va fatto un elenco di obiettivi che siano SMART (Specifici, Misurabili, Raggiungibili, Realistici, Temporizzabili). Alcuni esempi di obiettivi concreti sono:

  • Conquistare 30 backlinks in due mesi,
  • aumentare gli iscritti alla newsletter del 50% in sei mesi,
  • aumentare il traffico del 25% in nove mesi.

2) Studio dei siti concorrenti: 3 validi motivi per farlo

Prima di andare avanti, definiamo meglio "concorrenti": si tratta di siti che "concorrono" per le stesse parole chiave, ma non è detto che il loro core business sia in diretta concorrenza col nostro. Ad esempio, un sito di un parrucchiere non compete con un sito che vende articoli per parrucchieri, ma potrebbero "competere" in SERP (Search Engine Result Page).

I competitor andrebbero studiati per individuare nuove parole chiave, verificare quanto si è competitivi sulle keyword più importanti, individuare un "content gap" (un'area di contenuto dove il competitor è forte, e dove noi non siamo ancora presenti) e per trovare possibili partner per il guest posting.

3) Analisi avanzata delle keyword

Le parole chiave rilevate dagli strumenti da noi utilizzati (Search Console, Ahrefs, Seozoom) ci indicano le keyword su cui siamo indicizzati al momento, ma non è affatto detto che siano strategiche per il nostro core business.

Per questo motivo, vanno individuate parole chiave che portano traffico utile e conversioni. Nella ricerca vanno valorizzate quelle chiavi che non sono brevi e vaghe, e non legate ad un chiaro intento di ricerca, ma quelle "a coda lunga" (le cosiddette long tail keywords).

Tutti noi abbiamo la tentazione di scalare la vetta delle vanity keyword, secche e poco mirate, incapaci di portare utenti con le idee chiare, ma sono altre le key che ci porteranno chiari risultati. La ricerca delle keyword va fatta ogni tre o quattro mesi.

4) SEO tecnica e rilevamento errori: il cuore della SEO Audit

Come individuare i problemi tecnici di un sito? Ci sono vari tool, di cui Screaming Frog è il migliore. Si tratta di un software freemium, ovvero gratuito per siti di piccola e media dimensione. Prima di tutto, va analizzata la velocità, tramite strumenti come Web Page Test o il Page Speed Test di Google.

screaming frog

Fonte: https://www.screamingfrog.co.uk/

Un altro problema sono i reindirizzamenti, utilissimi quando si decide di cambiare qualche url, o si cambia l'albero delle pagine del sito, ma problematico quando i codici 3XX sono troppi.

E' importante verificare che il file robots.txt stia dando ai motori di ricerca le informazioni corrette riguardo alle intenzioni dei proprietari del sito in merito a ciò che desiderano si indicizzi e cosa invece no. Va inoltre controllata che la sitemap sia stata caricata correttamente.

Va poi verificato che non ci sia cannibalizzazione su contenuti simili. Va chiarito che due pagine "simili" per i motori potrebbero non esserlo per un lettore. Magari si tratta di contenuti di un blog, o di una testata giornalistica, elaborati in date diverse, e che presentano punti di vista diversi, ma il motore li vede come simili, ed è confuso su quale posizionare per prima per una o più keywords. Per aiutarlo, potremmo fondere le due pagine, oppure togliere alcune parole strategiche da uno dei due contenuti, oppure "canonicizzare" una delle due.

Vanno controllati gli errori 404, ovvero le pagine che presentano errori. Essi vanno individuati tramite la Google Search Console. Vanno inoltre controllati i contenuti duplicati.

Tramite questi strumenti, si verifica anche l'efficienza dell'architettura del sito, sia dal punto di vista SEO, sia dal punto di vista della User Experience. Ogni pagina deve essere posizionata a non più di tre clic dalla home, e le pagine devono essere linkate internamente tra loro, per formare una ragnatela. Inoltre, l'utente non deve perdersi e deve sempre orientarsi sul sito.
Queste accortezze migliorano l'esperienza utente, e di conseguenza il posizionamento SEO, visto che Google tiene sempre di più a questo fattore.

Anche l'ottimizzazione delle Url merita attenzione, anche se i benefici potrebbero non essere immediati: è una strategia basata sulla lungimiranza. Infine, vanno prese delle decisioni sui contenuti meno visitati e di qualità, e sulle tag che potrebbero essere state create in passato, senza alcuna strategia: questo materiale inficia il crawl budget, e sarebbe meglio deindicizzarlo, reindirizzarlo o cancellarlo, per fare in modo che Google si concentri sui nostri contenuti più forti.

5) SEO on page e ottimizzazione degli articoli

L'ottimizzazione di articoli e pagine ha la sua importanza, perché un testo scritto in modo impeccabile, ma non ottimizzato per i motori di ricerca, non sarebbe letto da nessuno.
Prima di tutto, si deve controllare che il contenuto sia pertinente rispetto alle parole chiave su cui prova a posizionarsi. Si deve poi verificare che non sia copiato, tramite strumenti gratuiti e non, di cui il più famoso è Copyscape.

copyscape check

Fonte: https://www.copyscape.com

In seguito, si deve procedere all'ottimizzazione di alcuni elementi:

  • meta descrizione (una breve descrizione che appare nello snippet, in SERP),
  • Url,
  • titolo alt delle immagini,
  • collegamenti interni,
  • almeno un collegamento esterno, autorevole,
  • sottotitoli,
  • attacchi (della metadescrizione, dei paragrafi).

Tutti questi elementi dovrebbero contenere la frase chiave, o le parole chiave correlate. Ad aiutare i seocopy in questo lavoro ci sono ottimi plug in, come Rank Math e Yoast Seo.

6) User Experience e comportamento sulle pagine

Tramite tool come Google Analytics 4, possono essere monitorate la frequenza di rimbalzo (che verifica quanto un utente, dopo essere entrato sul nostro sito web, visiti altre pagine dello stesso) e il tempo medio di permanenza sul sito.

google analytics 4

Fonte: https://analytics.google.com/analytics/web/

La frequenza di rimbalzo ideale è compreso tra il 65% e l'80%, mentre la permanenza non dovrebbe essere inferiore al minuto, anche se dipende molto dal perché una persona entra sul sito: è possibile che voglia solo leggere un significato o una definizione di un concetto, ed è normale che poi desideri uscire dal sito, perché ha esaurito il suo bisogno.

Vanno monitorate anche le pagine di uscita e il tasso di abbandono, sempre con lo stesso strumento di analisi, e la differenza tra visite e visitatori, che ci indica quante persone ritornino sul nostro blog per "seguirlo".

Un altro dato, che può essere analizzato tramite SeoZoom, riguarda le ricerche branded, che ci danno informazioni sulla Brand Awareness (la conoscenza del nostro brand). Anche i social network ci danno indicazioni sulla Brand Popularity.

7) Analisi sul content marketing

Se il punto 5 analizzava i contenuti solo dal punto di vista dell'ottimizzazione, adesso si deve verificare quanto il contenuto risponda alle logiche del content marketing, e che quindi crei testi altamente informativi, e che parallelamente ci definiscono come esperti del settore e portano utenti interessati al nostro core business sui nostri spazi web, il tutto allo scopo di aumentare la nostra Brand Authority.

Tutto questo va fatto tenendo d'occhio i siti dei concorrenti, e usando le tecniche del copywriting e dello storytelling, che generano contenuti appassionanti. Non devono essere presenti errori ortografici e di battitura, e ci deve essere una lunghezza minima di 300 parole per articolo.

Le pagine non devono essere invase dalla pubblicità e i link esterni non più funzionanti vanno individuati (con un tool, come Broken Link Checker) ed eliminati/sostituiti. Se si tratta di un blog, andranno monitorati i commenti, per evitare spam o danni all'immagine.

8) SEO Off Page: citazioni e link in entrata

Va analizzata la presenza sul web tramite backlinks e tramite citazioni: servono entrambi e hanno ruoli diversi.

backlinks ahrefs

Fonte: https://ahrefs.com

Bisogna verificare i link di ingresso, la loro pertinenza e la loro rilevanza. Ahrefs, Seozoom e Majestic sono strumenti ideali per queste analisi. Sono importanti anche gli anchor text (le ancore) con cui siamo stati linkati, perché, se pertinenti alle pagine di atterraggio, potranno aiutarci nel posizionamento. Le anchor, però, non dovrebbero essere troppo omogenee, né la pagina di atterraggio dovrebbe essere sempre la home, per non insospettire Google sulla naturalezza dei backlinks.

Le citazioni aiutano molto la Brand Reputation e la Brand Awareness, ma in qualche modo contribuiscono anche all'autorevolezza del nostro sito rispetto a Google, e quindi ad un buon posizionamento. Non vanno affatto sottovalutati.

Come risolvere i problemi post-audit?

Ricevere un documento Audit che individua tutti i problemi è un primo passo, ma non è la soluzione. Serve un intervento radicale da una persona che sappia interpretare tutti gli errori e abbiano le competenze tecniche per correggerli.

Alcuni errori sono semplici da correggere (meta descrizioni troppo brevi o lunghe, titoli troppo brevi o lunghi, oppure coincidenti con l'H1, titoli alt mancanti), altri richiedono più tempo e non sono risolvibili tramite l'ausilio di uno o più plugin.

Infine, alcuni problemi sono risolvibili subito, ma gli effetti positivi si faranno attendere. Ad ogni modo, ne sarà valsa la pena: la SEO Audit è un intervento da fare periodicamente, per la salute del proprio sito e, di conseguenza, del proprio brand.

I tuoi commenti (0)
I redattori di Whitepress si riservano il diritto di rimuovere i commenti offensivi per altre persone che contengono parole volgari o che non si riferiscono all'oggetto della questione.
l Titolare del trattamento dei dati personali è WhitePress s.r.o. con sede legale in Via Mlynská 27, 040 01 Košice

, i tuoi dati personali sono trattati per le finalità di marketing di Whitepress s.r.o. e le entità interessate a commercializzare i propri prodotti o servizi. Obiettivo di marketing di Whitepress s.r.o. include informazioni commerciali su conferenze e corsi di formazione relativi ai contenuti pubblicati nella scheda Base di Conoscenza.

La base giuridica per il trattamento dei tuoi dati personali è la finalità legittima perseguita dall'Amministratore e dai suoi partner (articolo 6 paragrafo 1 lettera f del GDPR).

Gli utenti hanno i seguenti diritti: il diritto di richiedere l'accesso ai propri dati, il diritto di rettificarli, il diritto di cancellare i dati, il diritto di limitare il trattamento e il diritto di trasferire i dati. Puoi trovare maggiori informazioni sul trattamento dei tuoi dati personali, inclusi i tuoi diritti, nella nostra informativa sulla privacy.


Leggi tutto
  • Non ci sono ancora commenti su questo articolo.
l Titolare del trattamento dei dati personali è WhitePress s.r.o. con sede legale in Via Mlynská 27, 040 01 Košice

, i tuoi dati personali sono trattati per le finalità di marketing di Whitepress s.r.o. e le entità interessate a commercializzare i propri prodotti o servizi. Obiettivo di marketing di Whitepress s.r.o. include informazioni commerciali su conferenze e corsi di formazione relativi ai contenuti pubblicati nella scheda Base di Conoscenza.

La base giuridica per il trattamento dei tuoi dati personali è la finalità legittima perseguita dall'Amministratore e dai suoi partner (articolo 6 paragrafo 1 lettera f del GDPR).

Gli utenti hanno i seguenti diritti: il diritto di richiedere l'accesso ai propri dati, il diritto di rettificarli, il diritto di cancellare i dati, il diritto di limitare il trattamento e il diritto di trasferire i dati. Puoi trovare maggiori informazioni sul trattamento dei tuoi dati personali, inclusi i tuoi diritti, nella nostra informativa sulla privacy.


Continua a leggere
Articoli consigliati